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RIAPRE IL CENTRO ANTIVIOLENZA ADID

 
 
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Come una droga

Last Update: 8/29/2011 3:49 AM
8/27/2011 9:41 PM
 
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Registered in: 8/27/2011
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Salve a tutti.
Era da tanto che cercavo un forum del genere, in cui scrivere e ricevere delle risposte alle mie domande, in cui confrontarmi con persone che avessero vissuto esperienze simili alle mie o che potessero comunque darmi dei consigli.
Credo che ci siano storie decisamente peggiori della mia (anche per quanto ho letto in questo forum), ma voglio raccontarla comunque.
Sono una ragazza di diciott'anni e poco più di un anno fa mi ero fidanzata con un ragazzo di cinque anni più grande di me. E' stato come un colpo di fulmine e, dato che la cosa era reciproca, abbiamo cominciato a vederci subito e a stare insieme anche se ci conoscevamo poco. All'inizio era tutto davvero molto bello, mi sentivo come rinata, dopo un'esperienza quasi fallimentare di due anni. Mi sentivo considerata, al centro della sua attenzione come sempre avrei voluto essere per qualcuno. Ma allo stesso tempo i litigi non tardarono a farsi sentire: nonostante avessimo caratteri simili, vista la poca tolleranza di lui, riuscivamo a litigare per un nonnulla; ma inizialmente entrambi credemmo che fosse per la divergenza di idee (lui fa parte dell'ambiente neofascista della mia città, io tutto il contrario).
Ma finché le discussioni rimanevano lì, tutto ok.
Col tempo (nel giro di due mesi a dire la verità) hanno cominciato ad esserci discussioni più pesanti, spesso causate anche da futili motivi. Io non accettavo, ad esempio, il fatto che in un determinato momento non gli andasse di parlare e chiarire una questione e insistevo fino a farlo arrabbiare e a peggiorare la situazione. In uno di questi primi litigi mi ha presa per i capelli e mi ha dato qualche schiaffetto, mentre guidavo, gridando in una maniera assurda. Quella fu la prima volta in cui mi alzò le mani: mi ritrovai anche un dito sanguinante per un graffio che mi ero procurata non sapevo nemmeno io come. Rimasi molto scossa dall'avvenimento, perché ho sempre pensato che se mai un ragazzo avesse osato anche solo tirarmi uno schiaffo, lo avrei lasciato o comunque gliel'avrei fatta pesare. Invece quel giorno non fu così. Piansi e lui, subito dopo avermi scossa in quel modo, cominciò ad abbracciarmi e a consolarmi, ma non mi chiese scusa. E io lo perdonai, perché, pensavo, "in fondo non mi ha fatto male". E continuai ad amarlo. Stettimo insieme seriamente per cinque mesi: cinque mesi durante i quali diverse furono le volte in cui lui, durante un litigio qualsiasi, mi lasciava per poi tornare dopo pochi giorni. Non riusciva a controllarsi, nè con la voce e, sempre più spesso, neanche con le mani, soprattutto se io non reagivo secondo i suoi canoni. Capitò ancora che mi spintonasse, che mi prendesse per il collo e mi tenesse stretta ad un qualche muro. Mi resi conto che cominciai a provare dei sintomi strani ogni qualvolta alzava la voce (anche se la alzava con la madre ad esempio, o al telefono, o anche se non era proprio arrabbiato): mi venivano come dei brividi, come un fastidio terribile alle orecchie, tremori vari. Una volta mi tappai le orecchie e gli dissi di smetterla, mi misi a piangere e lui mi abbracciò: ma da quel giorno, questo mio comportamento cominciò a dargli fastidio, perchè era come se io lo reputassi un mostro; e certamente ero io quella debole e malata, non lui.
Nell'ultimo mese in cui siamo stati insieme cercai i migliorarmi, di reprimermi quanto più potevo nelle cose che gli davano fastidio, ma ovviamente non riuscivo ad essere spensierata e felice in sua presenza, perchè non mi sentivo me stessa. Allo stesso tempo, non riuscivo a lasciarlo, perché a me andava bene in quel modo. Non mi faceva male; e mi bastava averlo accanto. Quando mi lasciò, per via della mia perenne tristezza, dei miei ragionamenti da bambina ecc, avevo perso la voglia di fare tutto. Tant'è che quando lo ricercai (e lui intanto si era goduto i suoi giorni, era stato con altre donne ecc) mi imposi di essere felice in sua presenza (perchè sapevo che la tristezza gli dava fastidio), di non piangere mai, di non rinfacciargli nulla, di non essere gelosa, ecc (anche perchè ricominciammo a vederci senza impegno). Le cose andarono bene finchè il "non impegno" rimase: ma io ovviamente ero sempre più presa, agognavo ogni sua chiamata (che poteva essere fra un giorno, ma anche fra una settimana) e stavo male, perché sapevo che intanto si vedeva con altre. Piano piano accadde, per me, il miracolo: si riavvicinò. Ricominciammo a vederci spesso. E così ricominciarono i litigi. La cosa fastidiosa fu che, pur non considerandoci fidanzati, lui pretendeva da me cose che io, poi, non potevo pretendere da lui. Se io dovevo farmi sentire ogni tot minuti, lui no, o perché era stressato o perché era stanco o perché il cellulare gli funzionava male. Quando lo lasciai per questo motivo, si infuriò e non cercò neanche di chiarire, ma venne da me dicendomi subito “non mi devi chiedere scusa?”. Quello fu uno dei peggiori litigi a senso unico: lui mi vomitava addosso un sacco di insulti, qualunque cosa gli passasse per la testa, senza neanche rendersene conto probabilmente (“Sei una pu**ana, meriteresti solo di morire, sei una persona vuota, senza sentimenti, lo sapevo che non mi dovevo fidare di te!, sei un’egoista, viziata ecc); quando io, alla fine del litigio, gli dissi solamente “Sei mediocre”, dopo che non avevo reagito a nessuno dei suoi insulti e maltrattamenti, lui cominciò a schiaffeggiarmi, a stringermi il collo così forte che nei giorni successivi mi ha fatto male e ho dovuto metterci il voltaren. E mi sputò anche. Quando dopo dieci giorni è tornato da me dicendomi che gli mancavo, non abbiamo proprio parlato di quella lite. Non mi chiese nemmeno scusa. Ma io ero così felice che mi avesse cercato, che non me ne importava nulla: da quando sono stata male nei mesi in cui non l’ho sentito, ho sempre pensato che, rispetto al nulla totale, fosse meglio qualunque cosa, anche un insulto. Fatto sta che dopo tre settimane mi ha lasciata (perché ho parlato mezzora col mio istruttore di scuola guida!), con annessi litigio e botte, e non lo sento da più di una settimana e non credo mi cercherà più. Purtroppo, io so che se lo facesse, se mi dicesse che gli manco e via dicendo, io tornerei da lui come ho sempre fatto, sopportando tutto, anche il fatto che in questi giorni se l’è spassata con altre. Tornerei da lui senza pretendere scuse, perché ho la terribile paura che se sono io a dire di no (quando lui torna quasi implorante), sono io che ho sprecato e buttato via qualcosa. Da quando l’ho conosciuto sono cambiate tante cose nella mia vita e più che altro nel mio modo di comportarmi: non so più cosa vuol dire essere spensierata come una volta, tendo ad isolarmi di più, non riesco a divertirmi nell’uscire con gli amici. A volte ho l’impressione di non distinguere il giusto dallo sbagliato. E soprattutto, quando ero con lui non sapevo come comportarmi, mi mandava in crisi: qualunque cosa facessi, lui riusciva a trovare il pretesto per arrabbiarsi sempre. O perché non riuscivo a parcheggiare bene, o perché avevo dimenticato il sale nella pasta, o perché mi ero dimenticata di ricordargli qualcosa. E’ per questo che ora mi sento così inadeguata, insipida, poco interessante, poco attraente?Ogni tanto mi faceva pesare anche che avevo un po’ (ma proprio poca) di pancia. E per questo ho cominciato a fare esercizi e corsetta. Quando esco bado a non stare sola con qualche amico, perché se mai mi vedesse, mi reputerebbe una poco di buono e ho paura del suo giudizio. Evito ancora di fare cose che potrebbero dargli fastidio, perché nel caso in cui tornasse, gliele dovrei dire e litigheremmo di nuovo. Mi sento ancora estremamente legata a lui e pian piano ricomincio a pensare sempre più ai momenti più belli e sempre meno a quelli brutti, passati con lui..
Come faccio a non buttarmi dritta nelle sue braccia se lui ritorna?
Ho la tremenda sensazione che il mese che mi aspetta (senza chiamate o sms da parte sua) sarà terribile come quello che ho già passato. E la cosa mi spaventa. Perché non ci voglio ricadere, non voglio sentirmi come prima. Continuo a pensare che avrei preferito subire abusi da parte sua, ma avere almeno quei pochi momenti belli che mi restavano e che, ogni tanto, riaccadevano come per magia, anche se sempre più raramente.
Vorrei rivolgermi ad un centro antiviolenza, se esiste nella mia città, ma prima vorrei chiedere a voi se è il caso, oppure se non ce n’è bisogno.

Scusate se sono stata così prolissa.
8/28/2011 12:20 AM
 
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Carissima,innanzitutto non devi chiedere scusa di nulla. Noi siamo qui apposta.
L'idea che hai di rivolgerti a un centro antiviolenza è sicuramente buona, anche perché tu stessa ti rendi conto di quanto lo stare con questa persona ti faccia stare male. Ricevere aiuto specializzato può aiutarti a tornare a vedere le cose nella giusta prospettiva, e piano piano a ricominciare a vivere, nel vero e completo senso del termine.
Nessun amore degno di questo nome sopravvive nella mancanza di rispetto, nessun amore degno di questo nome si nutre di violenza, che si tratti di violenza fisica o psicologica.
Se hai bisogno di un aiuto per contattare eventuali centri della tua zona per ricevere il sostegno di cui hai bisogno, noi siamo qui.
Soprattutto, ti prego, ricorda che nessuno, NESSUNO merita di essere trattato in quel modo.
Ti sono vicina, nel mio piccolo...
"Voglio cambiare il mondo", disse la ragazzina.
"Ah sì? E come pensi di farlo?", chiese il professore.
"Con l'Amore", rispose lei sorridendo.
8/29/2011 3:49 AM
 
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Registered in: 6/20/2011
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Ciao Janis J! Sono l'ultima persona che può darti un consiglio, ma capisco quello che provi. Ci sono momenti in cui l'ultima cosa che vuoi è smettere di prendere questa droga e non è giusto, hai fatto la cosa giusta a chiedere aiuto, e ricordati sempre di non mollare, nemmeno io voglio mollare, ho bisogno come te di sapere che non sono sola. Sai, quando non hai qualcosa di migliore con cui confrontare le tue esperienze, sembra tutto normale, persino bello, nonostante si muoia dentro. Vedrai che quando qualcuno ti aiuterà e si prenderà cura di te e dei tuoi sentimenti, non avrai più bisogno di lui, io non ho chiesto aiuto subito, ho detto la verità a qualcuno dopo 8 anni, e mi ritrovo a essere a volte cieca di fronte alla fortuna che ho, credevo nessuno potesse capirmi, ma non è così, ho sbagliato e ne pago le conseguenze, pago anche per chi mi ha fatta diventare questo. Fidati della scelta che hai fatto e non mollare, meriti di meglio, è quello che direi alla me stessa di tanti anni fa. Sono sicura che ti libererai di lui, sono sicura che i tuoi momenti di gioia si trovino nel futuro, non nel passato! Ti abbraccio! [SM=g27985]
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