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violenze, paure della separazione, come uscirne

Last Update: 12/11/2008 11:11 PM
12/8/2008 11:09 PM
 
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Registered in: 11/20/2008
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ho gia scritto in un'altra sezione del forum, questa e la vicenda un po piu aggiornata, per chiarimenti chiedete pure
salve, vi vorrei racc la storia della mia compagna.
lei e sposata da 10 anni, il suo matrimonio e stata la conseguenza di un figlio in arrivo.
i genitori molto cattolici l'hanno spinta a sposarsi, e loro entrambi pur nn amandosi hanno deciso di sposarsi ugualmente. lui ha fatto abortire parekkie volte lei, anke se lei nn voleva, addirittura il bambino ke ha adesso e al mondo solo xke lei lo ha tenuto nascosto finke a potuto. dopo il matrimonio i due hanno vissuto una situazione abbastanz distacc, lui lavorav sempre e usciva cn gli amici suoi, lei facev la casaling e usciva cn le amiche, quand lui nn lavorav di notte si usciva cn gli altri amici, i rapporti rarissimi e le liti frequenti. negli ultimi anni la situazione peggiorava, lei voleva evadere da quella vita, da tutto quello che aveva sopportato per il bene del figlio, ma nn aveva nessuno con cui parlare se non la sorella alla quale pero nn diceva propio tutto.
a sett 2007 decide di freq un corso in un paese a pochi km dal suo paese.
qui incontra una persona cn la quale stringe una grande amicizia, IO, dopo pochi giorni stringiamo un'amicizia fortissima, cm se fossimo amici da sempre.
lei e una persona molto solare, amica cn tutti e che fa ridere, pero io noto che spesso si spegne in momenti ti tristezza, persa nel vuoto, allora decido di parlare, dp qualke giorno lei si apre, si fida di me e mi racconta tutto, del fatto che nn ce la fa piu a vivere una vita che nn e sua. continuo a stargli accanto a parlare ad essere un appoggio, un modo per sfogarsi. dopo qualke mese nasce un grande amore che ne io ne lei potevamo aspettarci, un travolgente sconfinato amore, pieno di magia, poesie, incredibimente assurdo, come legati da sempre, in un amore eterno.
riesco a darle la forza di reagire, di dire basta a cio ke subisce, a tutte le continue violenze psicologiche e fisiche. lei comincia a parlare di separazione, lui comincia a picchiarla anke davanti al bambino. verso luglio lui ci scopre, lavorand nelle forze dell'ordin tramit amici nei carab enella finan fa mett il telefon sotto controll, le sue skede, e arriv a me, ottiene i nostri tabulati e scatena il putiferio, la picchia ancora ma lei nn dice niente xke lui la minaccia di togliergli casa, intesta a lei, e il figlio, e minaccia di farmi del male.
in una lite si trova di mezzo anke la sorella, e dopo cio decide di dire tutto anke a lei.
un giorno lui arriva a puntargli la pistola alla testa, lei quando lo dice ai suoi genitori loro chiamano subit il marito x farsi spiegar le cose, lui raccont della nostr relaz e lei raccont parte di quello ke ha subito, visto ke nn ha un buon rapport cn i genitor, lui comincia a scusarsi, comincia fare regali e riesce a comprarsi i genitori tanto da metterglieli contro, anke perke nn accettano il fatto ke abbia un amante, (tutta via ccettano il fatto ke lei subisca violenze!!), ci impediscono di sentirci, dopo un po riusciamo a mandarci delle lettere, cadiamo in una profonda depressione e sia io ke lei tentiam il suicidio, lei cn dei farmaci ed e finita in osp, io tagliand le vene e sn stat salvat da mia madr. ora ci sent tramite internet e tramit lettere ogni tant parl cn la sorell e ogni tant riesc a chiamarl. ho parlato cn associazioni, polizia, avvocati, gli ho spiegato ke nn rischia ne la casa, ne il figlio, ma anzi e lei che puo fare nero lui x tutto cio ke ha fatto. gli do sicurezza, riprendiamo a sentirci. lui decide cm ulteriore gesto di bontà, perke vuole dimostrare a tutti ke lui e cambiato, decid d andare insieme da una psicologa. successivam la psicolog avendo sentito i fatti aiutera lei, spingendo lui a capire, e portandolo ad una separazione consensuale, e siamo a novembre.ora riesco a parl un po piu cn lei, ad appoggiarla a capire le sue paure.
ora la sua paura e quella ke il figlio nn vuole che ne lei ne lui vada via, ogni notte, dopo le lunghe litigate, il bambino stringe forte la mamma xke nn vuole ke vada via, anke se ha vist cn i suoi occhi anke mentre la picchiava. tra l'altro lui parla al bamb dicend ke e colpa della madre se lui andra via, ke lei va cn un'altro e parole molto colorate insomma! io ho certat di farle capire ke cmq orail figlio soffre x i loro litigi, ke cmq i bambini vogliono cose che nn semprepossno avere.
mi chiedo questo.
potrebbe essere che il bambino pur vedendo le violenze, essendo cresciuto cn un padre violento le riconosca come affetto familiare?
perchè lei ha ancora paura di porre fine alle sue sofferenze?
consigli?
grazie
la storia e lunga e ho riassunto al minimo, se avete domande potro chiarire
la vita è troppo breve per essere qualcun'altro
12/9/2008 12:02 AM
 
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Post: 1,071
Registered in: 3/5/2006
Gender: Male
Presidente Associazione Fidelis Onlus
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Capisco perfettamente che cerchi quante più risposte alle tue domande, ma non puoi riempire il forum con altre tre identiche discussioni. Pertanto ti pregherei di continuare il primo post che hai scritto, altrimenti non si capisce il seguito della storia. Cancello gli altri identici post inseritti nelle altre sezioni e chiudo questo. Se vuoi copia il testo e incollalo nell'altro post, dove mi sembra tu abbia ricevuto molta attenzione e risposte.

Cordialmente
Gae
[Edited by FidelisAdmin 12/9/2008 12:04 AM]
12/11/2008 11:11 PM
 
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Registered in: 3/8/2006
Gender: Female
Moderatore Forum Antiviolenza
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Leggendo le tua storia nei vari post vorrei darti solo un consiglio.
Rivolgiti alle strutture presenti nel tuo territorio per chiedere un aiuto concreto.
Il tuo racconto è molto articolato, ci sono molti punti che si intrecciano tra loro.
Noi possiamo solo darti dei consigli ma occorre un aiuto concreto, soprattutto affinchè la tua compagna trovi il coraggio per reagire e dire basta a questa situazione.
E' normale che ogni figlio voglia vedere i propri genitori uniti ma non se questo vuole dire dolore e sofferenza.
Solo lei può porre fine a tutto ciò, non puoi sostituirti alle sue scelte, ai suoi passi nonostante i tuoi sentimenti.
Dille di rivolgersi al Servizio Sociale, ad un'avvocato per uscire da questa situazione.
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