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...a proposito di D&G

Last Update: 8/3/2007 3:30 PM
3/4/2007 4:14 AM
 
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Sono rimasto sorpreso dalla pubblicazione su alcuni giornali
della nuova pubblicità di Dolce&Gabbana. Si tratta di una fotografia in cui si vede una ragazza tenuta a terra per i polsi da un uomo, con attorno altri uomini che guardano. Credo si tratti di una vera e propria istigazione allo stupro, qualche imbecille potrebbe vedere in essa una sorta di giustificazione esterna per poter dare sfogo ai suoi impulsi animaleschi. Per fortuna non sono l’unico a pensarla così. Leggo oggi che il ministro Pollastrini e dodici senatori di Ds e Forza Italia hanno chiesto l’intervento del Giurì per bloccare la pubblicazione di questa pubblicità , in quanto in contrasto con il Codice di autodisciplina. In Spagna questo spot è stato già censurato,ma lì ,si sa, in tema di diritti civili sono più avanti di noi. Comunque anche Amnesty e la Filtea-Cgil hanno espressamente chiesto a Dolce e Gabbana di fare marcia indietro. Il sindacato inoltre ha minacciato di organizzare un boicottaggio dei prodotti D&G se i due stilisti non dovessero togliere dalla circolazione la foto. Purtroppo, in un Paese dove secondo l’Istat 7 milioni di donne (il 37.9 % ) subiscono violenza, ci si doveva mettere anche l’esibizionismo di certa gente a gettare benzina sul fuoco. I due si sono difesi definendo la loro fotografia una forma d’arte ( arte!? [SM=g27994] ). Per quanto mi riguarda ,se ci dovesse essere il boicottaggio , non mi costerebbe neanche alcun sacrificio, dato che non è nel mio costume passeggiare facendo sfoggio di cinte con al centro lettere a caratteri cubitali simili alle cinture dei lottatori di Wrestling.

That’s all , friends! [SM=g27987]
….buona domenica a tutti voi !
3/4/2007 12:57 PM
 
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Grazie per aver pubblicato la notizia, ne ero all'oscuro...
Mi fa sorridere la giustificazione dei due stilisti, forse tutto è permesso solo per il fatto che si tratta di un opera d'arte?

Ormai questo andare oltre i concetti, rinnovare a tutti i costi le forme di comunicazione ed i messaggi spesso ledono la dignità umana!

Questo spot ne è una prova, che vengano prese tutte le necessarie iniziative per rimuovere questo volgare ed indegno lancio pubblicitario.

Saluti
Gae

[Modificato da Geneshys 04/03/2007 14.12]

3/4/2007 2:11 PM
 
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Firmate questa petizione.

Su proposta di alcune socie, l'Associazione Orlando si fa promotrice della richiesta di ritiro di una pubblicità violenta e sessista di Dolce e Gabbana. Chi, singola e/o associazione, volesse aderire all'iniziativa, può inviare una mail, segnalando nome e cognome a: redazione@women.it.
Il 19 Febbraio scorso in Spagna l'Instituto de la Mujer, un ente che è parte del Ministero del Lavoro del governo spagnolo, insieme a varie associazioni femministe e gruppi dei consumatori spagnoli, ha chiesto, con una lettera aperta di protesta all'azienda di moda Dolce e Gabbana, il ritiro di una pubblicità dei loro prodotti rappresentante una scena di stupro di gruppo (o più esattamente, pre-stupro di gruppo): un giovane maschio chino su una ragazza, che lui tiene bloccata a terra per i polsi, mentre altri quattro giovani maschi stanno attorno guardando impassibili la scena.

L'Osservatorio dell'Immagine dell'Instituto de la Mujer, che si occupa di monitorare la rappresentazione della donna nei media, ha dichiarato che questa pubblicità incita alla violenza contro le donne, perché "se ne può dedurre che è ammissibile l'uso della forza come modo di imporsi alle donne" e che questo tipo di immagine "rafforza atteggiamenti che al giorno d'oggi sono un crimine, attentano contro i diritti delle donne e ne denigrano l'immagine". L'Istituto ha chiesto a tutti i mezzi di comunicazione, stampa, televisione, ecc. di non prestarsi alla diffusione di questa immagine. L'associazione dei consumatori FACUA e il partito dei Verdi spagnoli si sono associati all'appello dichiarando che l'annuncio viola l'articolo 3 della legge spagnola sulla pubblicità, che proibisce ogni annuncio che "attenti contro la dignità della persona".

Il 23 Febbraio Dolce e Gabbana in persona hanno dichiarato che avrebbe ritirato la pubblicità dalla Spagna, ma solo dalla Spagna in quanto si tratta di un paese "arretrato", e che l'avrebbero mantenuta in tutti gli altri paesi del mondo dove smerciano i loro prodotti.

Noi donne dell'Associazione Orlando troviamo intollerabile non solo l'immagine, che ci sembra senza ombra di dubbio incitamento alla violenza contro le donne, ma anche l'arroganza dei due signori della moda che pensano di diffonderla in tutto il mondo -- un mondo dove la violenza contro le donne è una piaga dilagante sempre più grave. Pensiamo che, lungi dall'essere "arretrata", la società spagnola ha dato prova in questo caso di un livello di civiltà di cui vorremmo che anche il nostro paese si dimostrasse capace. Pensiamo che questa pubblicità sia inadatta a ogni paese civile, a ogni paese che riconosce i diritti umani delle donne, fra cui quello di non subire violenza, inclusa la violenza simbolica, come in questo caso.

Chiediamo a tutte le associazioni femministe e delle donne italiane, in primo luogo le reti delle donne per non subire violenza (inclusi gli uomini che non si riconoscono in una cultura di sopraffazione e violenza), le donne attive nel campo della moda, del giornalismo, dei media, che possono avere un impatto immediato su questa vicenda, le donne attive in tutti i campi, nella scuola e nell'università, negli ospedali e nelle aule dei tribunali, dove vedono quotidianamente il costo che questa cultura della violenza ha sulle bambine, sulle ragazze e sulle donne, di sostenere iniziative di protesta e di denuncia contro Dolce e Gabbana per questa pubblicità e di associarsi al nostro appello perché la ritirino immediatamente anche in Italia, e ovunque. Lo stesso chiediamo a tutte le nostre rappresentanti e i nostri rappresentanti in parlamento e, per dovere istituzionale, al Ministero delle Pari Opportunità, di cui è compito tutelare che non vengano violate le condizioni per cui donne e uomini possano convivere civilmente in una società civile, con "pari opportunità" di non subire violenza.

Per aderire, basta inviare una mail, segnalando nome e cognome, a: redazione@women.it.

Scarica il comunicato stampa di Donatella Linguiti, Sottosegretaria di Stato ai Diritti e alle Pari Opportunità, sull'ultima campagna di Dolce e Gabbana (file doc)

Fonte: Women.it


[Modificato da Geneshys 04/03/2007 14.14]

3/6/2007 1:00 PM
 
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La Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, On. Barbara Pollastrini, ha chiesto al Giurì per l’autodisciplina pubblicitaria di intervenire sull’ultima campagna pubblicitaria di Dolce e Gabbana in ragione della violazione degli artt. 9 e 10 del Codice dell’Autodisciplina Pubblicitaria.
«Mi sono rivolta al Giurì – spiega la Ministra – per chiedere un intervento pronto ed immediato a tutela del rispetto della dignità della donna».

«E’ di questi giorni – prosegue – la diffusione dell’ultimo rapporto Istat sulle molestie e le violenze sulle donne, commissionata dal nostro Ministero. I dati sono scioccanti e confermano drammi legati a vecchie e nuove oppressioni e brutalità. Non a caso il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità ed il Governo hanno proposto al Parlamento – sottolinea Pollastrini – un ddl contro la violenza in famiglia, di genere e per la tutela delle vittime. E’ partita una campagna di sensibilizzazione e prevenzione e stiamo costruendo un Osservatorio. Ma certo ci vuole un concorso di responsabilità ed una presa di coscienza diffuse. Per questo faccio appello ai due stilisti e alla loro sensibilità».

«Noi sappiamo che molte sono le ragioni della violenza e delle molestie e su tutte bisogna intervenire. Tuttavia, nella società della comunicazione, la rappresentazione pubblicitaria e televisiva dell’immagine della donna e dello stile maschile non è secondaria, anzi. Non per nulla all’art.4 del ddl da noi presentato – conclude la Ministra – si vieta di utilizzare in modo vessatorio o discriminatorio ai fini pubblicitari l’immagine della donna, dando mandato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato di inibire gli atti di pubblicità in contrasto con questo divieto».
3/7/2007 10:31 PM
 
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Apprendo ora dal Corsera che la vicenda “Dolce&Gabbana” è giunta all’epilogo. Riporto i passaggi salienti delle ultime fasi della diatriba che si è chiusa nel migliore dei modi,cioè con il divieto,disposto dal Giurì, di pubblicazione della pubblicità in tutti i giornali,riviste e cartelloni. Il provvedimento è entrato in vigore lunedì, accogliendo di fatto tutte le denunce di questi giorni,di politici,associazioni e sindacati che ne richiedevano il ritiro immediato. In realtà ,dopo aver appreso che in Spagna si era ottenuta la censura dello spot, il comitato di controllo di autodisciplina pubblicitaria si era già mosso il 21 febbraio, disponendo un’ ingiunzione di desistenza della pubblicazione, con tempo sino al 5 marzo per opporsi. Nessuna opposizione è stata fatta e lunedì è scattato comunque il ritiro ufficiale. “Ci eravamo presi tempo per riflettere,poi venerdì, dopo le denuncie italiane,l’abbiamo ritirata”, è stata la dichiarazione dei due stilisti che hanno sostituito la pubblicità con un’altra simile,ma la ragazza non è più tenuta a forza a terra, evitando così di evocare immagini di violenza. Nonostante tutto Dolce e Gabbana continuano imperterriti a difendere la foto incrimina (scattata da Steven Klein) sostenendo che essa fosse un’ immagine artistica e non violenta. Di tutt’altro parere la motivazione del Giurì secondo cui “la scena in questione è in manifesto contrasto con gli articoli 9 (violenza,volgarità,indecenza) e 10 (convinzioni morali,civili,religiose e dignità della persona) del codice di autodisciplina” poiché la donna “è rappresentata in modo svilente,quale mero oggetto della prevaricazione maschile, ha un’espressione alienata,uno sguardo assente,non fa percepire né intesa né complicità con uno dei tre”. Anzi “nell’ambiguità del suo atteggiamento,trasmette l’impossibilità di sottrarsi a ciò che accade,in quanto immobilizzata e sottomessa alla volontà di un uomo, nonchè agli sguardi impassibili,ma in qualche modo partecipi e di attesa,degli altri due”.
3/7/2007 10:37 PM
 
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OTTIMO [SM=g28002]

Che poi questo spot era davvero disgustoso...


Saluti
Gae
8/3/2007 3:30 PM
 
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Dolce & Gabbana sono gay,

Erano amanti, altri partner li hanno sostituiti nel cuore.

Si sa l'amore è ballerino ( non certo l'amore per i soldi); e, come tali vestono o svestono le donne secondo la convinzione che hanno loro della stessa.


Vedi la pubblicità dell'uomo in slip, sulla barca, che salta addosso alla donna remissiva.

Per loro le donne o dono puttane o sono sottomesse.


I loro abiti, al limite (od oltre) sono tipicamente sadomaso, il gusto, la classe, lo chic di un abito non lo concepiscono.

E lo charme di una donna, la sensibilità, tipicamente femminile?


Non a caso vestono rackstar come Madonna o, che la classe nemmeno sa dove stia, altre icone gay.


Della loro omosessualità ne fanno un manifesto per ingrossare il conto in banca.


Pure VALENTINO è omosessuale............... quanto abisso, nell'immagine propria e in quella dei suoi fantastci abiti.


Non mi posso permettere nulla di D&G; ma anche potessi non sarebbero loro a rappresentare il mio essere donna.

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