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Per tutti noi... La storia di una mia cara amica

Last Update: 10/4/2007 3:23 PM
7/6/2006 8:33 PM
 
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La storia che leggerete è di una carissima amica che ha voluto farmi, farci partecipi del suo intimo, del suo cuore e di quello che ora è...

Non vi nascondo l'emozione che ho provato nel leggere un frammento della sua esistenza che ho fatto mio dentro l'anima...

La speranza che ho sentito nelle sue parole spero possa pervadere anche la vostra vita... Non sentitevi mai sconfitte, il sole non smette mai di sorgere al mattino e tramontare la sera...



"Carissimo Gaetano... un abbraccio ed un sorriso [SM=g27985]

Ti vorrei raccontare una cosa che ieri sera ho tralasciato, non mi è venuta proprio in mente, eppure... paradossalmente è la cosa che mi ha colpito di più... perchè c' era di mezzo un bambino.

Permettimi di condividere questo con te e poi perdonami di questa condivisione di colore triste, in virtù del fatto che la condivisione è sempre una gioia [SM=g27988] e il colore dello sfondo è l' umanità.

Se non ho messo questa storia nell' elenco è forse perchè la sua delicatezza richiedeva un po' d' attenzione in più... in ogni caso il dolore umano non ha mai misura se non quella della condivisione e dell' amore che ne è la cura.

C' era una volta una ragazza di 20 anni.
Questa ragazza viveva per la strada quasi sempre e si drogava.

Ad un certo punto per guadagnarsi la droga ha cominciato a praticare il mestiere più antico del mondo.
Vivendo per la strada un giorno la ragazza incontrò un uomo che aveva 40 anni circa e si drogava pure lui.

L' uomo la invitò a vivere a casa sua e per convincerla ad accettare disse di avere una moglie ed un figlio bambino.

La ragazza allora accettò e si diressero insieme in un paesino fuori Padova.

A casa c' erano davvero la moglie ed il bambino... la moglie si drogava, il bambino era contento che ci fosse la ragazza.

Anche la ragazza si drogava, ma il bambino aveva 8 anni e la ragazza aveva una sorellina di 8 anni.
La ragazza pur drogandosi e vivendo nel degrado psicologico e oggettivo, conservava sempre un non so che di amore per ciò che è puro ed innocente , per ciò che è ancora bambino, e portava al bambino un rispetto infinito fatto di cura e delicatezza.

Il bambino si affezionava alla ragazza, facevano i compiti insieme, il bambino non dormiva più senza la ragazza, e strillava senza la ragazza... la ragazza lo portava al parco e il bambino diceva a tutti che la ragazza era sua sorella e voleva che restasse per sempre con lui.

Il bambino era iperattivo, a volte insopportabile e ossessionante nel gioco e voleva a tutti i costi l' attenzione, la ragazza gliela dava.

Ma la ragazza si drogava, come pure la mamma, come pure il padre... e nessuno lavorarava e bisognava mangiare e bisognava(?) drogarsi.

E il bambino?

Il bambino giocava con gli altri bambini... finchè la mamma diceva:" andiamo a fare la spesa"
E il bambino non voleva.
"Andiamo a fare la spesa!"
E il bambino urlava e poi si disperava e poi piangeva e diceva che sapeva che era una bugia.

"Mamma tu dici le bugie"
La mamma urlava. Diceva "Non è vero!"
E lo tirava via, dagli altri bambini, dalla sua età.

Davanti alla stazione del paesino stava già la dimostrazione della bugia e la mamma non parlava.
Prendevano il treno in silenzio la ragazza il bambino e la mamma.
Per arrivare in un altro paesino, luogo di guadagno del pane quotidiano.
Quello che serviva alla vita, da una parte, e dall' altra l' anestesia per non sentire la vita.

La mamma e la ragazza si davano il cambio per stare col bambino, e poi offrirsi agli stranieri, discutere il compenso col bambino per la mano, per misurare il corpo all' utilizzo quanto vale.

La sera tornati a casa con il padre incavolato dovevano pagare in botte le due donne per come avevano guadagnato...

Però c' era da mangiare e poi c' era l' anestesia per non sentire il dolore e la mattina dopo c' erano le brioches calde che le portava contento l' uomo che la sera prima ci aveva maledetto per i soldi.

E il bambino?

Il bambino... quando la ragazza la mamma e il padre si drogavano, se ne stava chiuso in camera minacciato dal padre di non uscire.
Si sarebbe potuto fare a turno in bagno... ed invece era il bambino che doveva appartarsi quasi fosse lui ad imporre la sua presenza.

Il bambino usciva dalla camera... ci vuole tempo per preparare...

Poi la mattina la sveglia non suonava o forse la sveglia suonava e nessuno si svegliava e spesso il bambino saltava la scuola.
E spesso il bambino aveva fame, ma doveva aspettare per mangiare.

E poi una sera, l' ultima sera... il padre ebbe un rapporto con la ragazza come quello che hanno gli innamorati, però mancava l' amore... non so cosa ci fosse, lo chiese la moglie, non so o non ricordo il perchè... tante volte è difficile trovare una ragione... ma per me fu troppo, anche se di dolore fisico non ne provavo perchè l' eroina salva dal dolore fisico e anche da quello psicologico tutto sommato, ma non del tutto.

Quella notte la ragazza se ne andò di nascosto dalla casa, proprio quando tutti dormivano, abbandonando così il bambino affezionato.
Passò la notte fuori perchè di notte non ci sono mezzi per muoversi... ma il giorno dopo andò dalla polizia municipale del paese e raccontò la situazione del bambino.
E fece i nomi.
E disse il luogo.

Poi se ne andò.

Morale della favola la ragazza ha capito che si può togliere un figlio ad una madre.
Seconda morale della favola la ragazza ha smesso con la droga.

Caro Gaetano, cose che non ho condiviso con nessuno, ma ora si.

Io credo di esserti riconoscente in qualità di donna, come tutte le donne lo saranno nei tuoi confronti effettivamente e potenzialmente, già solo per il fatto che sono donne.

Naturalmente il mio affetto e la mia riconoscenza non si basano solo sul fatto che hai ascoltato me in particolare, ma per tutto quello che stai facendo e che farai ancora per le persone.

... se mai un giorno ne avrai necessità di qualsiasi natura, su di me potrai contare.
Ma non perchè io mi senta in debito [SM=g27988]

Un abbraccio di cuore e pieno di serenità"



Grazie
Io, che non dimentico
10/4/2007 3:23 PM
 
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Grazie, grazie e ancora grazie
a te Gae ed alla tua amica per aver condiviso con noi questa "esperienza di vita" cosi' dolorosa ed al contempo piena di speranza.
Un abbraccio [SM=g27998]
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